Il puzzle della vita

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Il puzzle della vita

Una non troppo anziana paziente, seduta sul letto davanti a me in una fatiscente camera in oncologia, con voce debole ma ferma mi parla di “frammenti della propria vita da rimettere insieme”. Immediatamente un’immagine si disegna nella mia testa, con tratto di acquerello colorato: lei, china a terra a comporre un puzzle, i cui pezzi ritraggono le sfaccettature della sua vita, i diversi aspetti della sua persona, i tasselli mutevoli del suo vissuto e del suo “da vivere”.

Mi chiedo, non siamo forse tutti inginocchiati sul nostro puzzle personale? La vita, il nostro essere che la realizza e rinnova giorno dopo giorno, non è forse un grande puzzle?

Piccoli pezzi scomposti e mischiati sul pavimento. Ciascuno di essi è in grado di incunearsi solo in specifici altri pezzi a lui complementari. Dall’alchimia geometrica di quest’unione prendono vita forme organiche, eventi. Solo una combinazione adeguata permette di assemblare un quadro dall’insieme armonioso, rappresentativo di noi per forma, toni e sostanza. Il nostro personale quadro. Il nostro unico ritratto.

Così come in un puzzle, giorno dopo giorno vi saranno parti che si andranno componendo, per via del nostro agire, vivere e sentire. Elementi apparentemente diversi che trovano la propria collocazione. Un angolo che va prendendo forma, il bordo che segue il suo decorso, una parte in mezzo di cui si intravede la costituzione ma che deve trovare una sua precisa collocazione…. sarà solo grazie all’unione dei giusti elementi che i tasselli troveranno un senso nella loro singola, apparente incompiutezza.

life-is-a-puzzleOgni tassello di questo grande puzzle è già Vita. Sta a noi unirli assieme, trovando forme adeguate nell’apparente caos delle scelte, per dare un senso a quello che pare non averne. Disegnare con forme minute qualcosa di compiuto.

Non è facile, certo! Vanno prima di tutto cercati i tasselli adeguati. Poi analizzati e compresi. Dopodiché occorre trovare il pezzo che si combini in maniera univoca con l’altro. E così via… provando, sbagliando, riprovando… Il gioco è reso più difficile dal fatto che non abbiamo la scatola d’esempio che ci mostra l’immagine finale. Il disegno lo possiamo trovare solo dentro di noi, con l’ascolto interiore e la pazienza.
Se i singoli pezzi di questo enorme gioco sono già Vita, il puzzle completo, la sua rappresentazione, penso possano essere il senso che diamo ad essa! Ma quando possiamo considerare questo puzzle completo? Quando e da dove osservarlo? I singoli pezzetti del puzzle sono tutti a nostra disposizione sul pavimento? Il disegno che si va componendo fa parte di qualcosa ancora più ampio?

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Di | 2016-10-26T19:20:02+00:00 4 aprile 2016|Categorie: Medici, Pensieri|Tags: , , , , |0 Commenti

Info sull'autore:

Medico palliativista, Firenze.

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