Un sogno, una visita

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Un sogno, una visita

DANIELA, 12/04/2016

Oggi Daniela mi accoglie sempre sorridente, ma noto qualcosa di diverso in quel sorriso.

Le chiedo: ”Oggi come va?”

D: “Bene!”

Io: “Sicura?” Non era il solito Bene di tutti i giorni, c’era come un sottofondo di dolore, quasi volermi nascondere un Male, che non dipendeva da me.

D: “Non bene come ieri”

Io: “Perché?”  Pausa di silenzio in cui ci siamo guardate fisse negli occhi… “cos’è successo?”…. Il suo sguardo ed il suo sorriso erano infatti velati di una malinconia insolita nei suoi occhi sempre così limpidi e calorosi.

D: “Questa notte ho fatto un sogno …. no, un incubo! …. un incubo così brutto … che mi fa stare male ancora adesso … solo a parlarne …”

Io: “Me lo vuoi raccontare?”

D: “No, ho paura!!!”

Io: “Vedi tu, io sono qui, se vuoi ti ascolto, se vuoi me lo racconti, se vuoi parliamo d’altro, se vuoi… mentre dicevo queste cose “nel pieno rispetto delle sue volontà” lei mi interrompe…

D: “Ma sì, te lo racconto!” ed inizia il suo racconto aggrottando la fronte, tenendo forte le lenzuola tra le mani fino quasi a coprirsi il volto come per potersi riparare in qualche modo dall’orribile visione.

D: “C’era un mostro un terribile mostro, brutto veramente brutto che mi trascinava nel baratro …. ma la cosa più brutta era” …silenzio… cercava le parole… quasi non voler dire quanto di brutto era quella visione “chi era quel mostro:” lunga pausa di silenzio in cui io, guardandola negli occhi e prendendole la mano ho pensato a quanto brutto dev’essere stato, a quanta sofferenza deve aver provato questa donna, ERA MIA MADRE!! Cambiando persino il tono e diventando severo. E’ STATO TERRIBILE!!

Lunghissima pausa di silenzio, le mie mani stringevano le sue, lei mi guardava fissa come a dirmi quanta paura e dolore aveva provato in quella visione

D: “Era un mostro alato che scendeva sotto le lenzuola , vai Paolo a prendere i mostri della Simona!”

Non ho più domande da fare, posso solo stare lì, ricevere il suo dolore, ascoltare questo fiume in piena di sentimenti, dolori, speranze, ultimi desideri. Ed il mio stare lì permette a Daniela di raccontarmi del suo rapporto con la sua mamma, delle sue paure e difficoltà, del suo desiderio di parlarle e salutarla come non ha potuto fare la sua sorella minore morta pochi anni fa.

Termina dicendomi: “Vedi Anna io adesso avrei bisogno della mia mamma” Non piange, mentre io trattengo a fatica una lacrima.

Paolo, suo marito, torna dopo alcuni minuti, credo abbia rispettato i tempi del racconto, quasi non voler interrompere questa amara e difficile confessione,  con due statuette a forma di mostri, sono di Simona la sua seconda ed unica figlia già perché Silvia, la primogenita, è morta all’età di 6 anni, dopo un malattia oncologica durata 4 anni.

D: “Ecco era un mostro come questo”, prendendo tra le mani un mostro alato, “un mostro alato che scendeva sotto le lenzuola, orrendo, io urlavo, urlavo: mamma mamma!!”.

Non ha pianto Daniela, mi ha raccontato con una lucidità estrema ed il suo racconto era impregnato di tanto dolore… ho solo saputo stare lì ad ascoltarla ed alla fine: “Sì Anna hai ragione, mi ha fatto bene parlarti…. mi ha fatto bene raccontarti, mi sembra meno brutto adesso”.

La mia visita è continuata con le nostre medicazioni, con le nostre domande per capire come evolveva la sua clinica; poi sono andata…. dopo in nostro solito grande dolce abbraccio e bacio!!!!

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Di | 2017-07-25T12:06:28+00:00 25 luglio 2017|Categorie: Operatori, Infermieri|Tags: , , |0 Commenti

Info sull'autore:

Infermiera in Cure Palliative domiciliari da 8 anni.

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